Doveva andare così

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Non vibrano le parole –Amore mio
Il coraggio si trascina nelle vene
e la mia voce, muore come una eco lontana
impastando un nome nelle notti
-immensa solitudine, respiro.
Doveva andare così.
Il mondo a pezzi, il cuore, a pezzi.
Costruisce il suo regno l’abbandono
con le fondamenta scavate a mani nude
si veste e s’innamora ogni volta
stringerndo a sé le lacrime
per non lasciarsi sfuggire
sotto il costato, dove accelera un battito
l’emozione che giunge in gola
soffocando l’urlo, soffocando me

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Fuori

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Ho universi rinfrancati da un dio
quando rinchiudo la solitudine
e m’accosto nell’angolo
ad ascoltare il rumore del silenzio
mentre il mondo s’affanna, fuori
tra guerre e distruzioni
a sgomitarsi i telegiornali
per rubare uno scoop
e mostrare la morte

#GC

La dignità ha quattro soldi gli stessi per restare schiavo

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Dovresti stare al largo
dove la vista trema, diviene sale
e brucia, come ferita.
E c’è l’attesa e la speranza di un’altra vita
la gioia dell’approdo – la donna incinta
i bimbi in braccio. E l’uomo stanco.
Non è la prima volta, dell’accoglienza
carne e sangue, menti e fame, e morte.
Ancora. Fugge lo schiavo
col fiato corto, cerca il respiro
da terra in terra, tra l’albe e la conchiglia
che schiude lenta, “la dignità ha quattro soldi
gli stessi per restare schiavo” un’altra guerra.
Il tempo ha un nodo stretto
che scorre un altro nodo. Il cappio.
Andiamo, altra moneta
se viene testa basta, un’altra meta
e un’altra croce
#GC

Respiro

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È sincrono
il penzolare delle mie braccia
perpendicolari
come il battere del tempo d’un vecchio pendolo
sospingono un vuoto, guardano in basso.
Le scarpe
senz’anima strisciano polveri attempate
l’impronte
che non volgo il capo a contemplare
segnano la piena di una vita
sfociare in un mare in tempesta.
Ne ricordo le ombre
ne ricordo la paura.
“Senza passato non ci sarà futuro”
scorrono svelte l’ore adesso
c’è la fretta del rintocco
– respiro…
Lo tengo stretto il mio tempo
“non ha scadenza né preavviso”
ho tante cose da fare
ho troppe cose incompiute.
Rintoccano le campane. Ancora, ancora.
Cammino. Ho sete

#GC

Tienimi il tempo nei palmi

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Sai tutto di me.
Un coriandolo tra i capelli
il filo dorato che si stinge
il dolore nudo tra le braccia.
L’attesa.
Labile differenza
i miei tramonti, le mie albe.
Un nodo, mani intrecciate.
La solitudine tamburella le dita sul cuore
tienimi il tempo nei palmi
-avremo un’altra vita?
Ho sprecato i giorni, il fiato corto
i sogni.
Nei desideri come nuvole
il pane sa saziare la noia.
Chiudo gli occhi, tu non destarmi.

Ho bisogno di morire in vita
non so per cosa, per chi né quando.
Ho bisogno di restare, sola.
Ancora una volta.
Ancora