Il mio ultimo battito

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Ho bisogno di altre voci
-Vite inarcate di cielo-
intrecciate come numeri da semplificare
sconti letali di soci cinici, altre fughe.
Scenderò nel limbo
dove incontrare l’odore dei peccati da scontare
non troppo folli, né così lievi
quella via di mezzo che non so usare
il tatto magico di un gentil uomo
che non considera una domanda che sappia d’età.
Quando la lingua batterà ancora
sul dente dolorante, io fingerò di non provar che nulla
e il mondo sarà di sasso
le lapidi sempre più bianche
un marmo, la mia nuca
ombre piatte, nello sguardo artico dei ghiacciai
a respirarmi il gelo. Tu
tu, toccherai il mio cuore
sarà feroce lo strepitare del fuoco
il mio ultimo battito, caldo, come le tue mani
infilate tra le costole ad allargarmi il respiro
ed io, erigerò la mia luce più grande
verso quella salvezza che tutti dicono
che sperano in coro.
Non tornerò indietro a raccontarti il mio destino
non mi volterò ancora, ti lascerò andare
perché tu sia felice, felice per due. Amore mio

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