Terra e sputo

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Quando nacqui, fui terra e sputo
seppi di sangue vivo e lacrime
quando nacqui, avevo i capelli rossi del sole, lucidi, brillanti
e la pelle candida.
Quando nacqui, erano i lividi che contraddistinsero il fato
quasi contendendolo al volere degli uomini
superbi gli occhi verdi e gialli, pieni di luce, grandi.
Quando nacqui, ero morta da poco
sentenziarono, le anziane intorno
-la perderai presto, è troppo bella.
Quando nacqui, passai dalle fasi lunari
estendendomi nell’azzurro dei sogni
sfiorai il grano alto e maturo
e radicai la quercia del cuore.
Troppe mani ebbero toccato la fronte alle usanze
la scaramanzia m’avvolse, e il destino fu beffa.
Quando nacqui, Dio, tu, dov’eri?
Tra i credenti le usanze o la Chiesa?
Quando nacqui aspettavano maschio.
Credevi potessi elevarmi da sola?
Io, nacqui al buio, e tu, tu mi abbandonasti

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